Il Forte di Fenestrelle illuminato al crepuscolo lungo il pendio della Val Chisone
Forte di Fenestrelle — foto: Domeian · CC BY-SA 4.0 · Wikimedia Commons

Scendendo da Sestriere lungo la Val Chisone, oltre Pragelato, a un certo punto la montagna sul versante sinistro della valle si trasforma: mura, bastioni e scalinate salgono lungo il pendio per centinaia di metri, come una muraglia appoggiata alla roccia. È il Forte di Fenestrelle, la più grande fortificazione alpina d'Europa, che non a caso viene chiamato la "Grande Muraglia piemontese". Una visita qui è una delle gite di mezza giornata o di giornata intera più interessanti da fare durante un soggiorno a Sestriere, d'estate e non solo.

Un cantiere durato oltre un secolo

La costruzione del complesso cominciò nel 1728, per volontà dei Savoia, che volevano chiudere la Val Chisone a eventuali invasioni da ovest. Il progetto principale si deve all'ingegnere militare Ignazio Bertola, a cui seguirono altri progettisti; i lavori proseguirono, tra ampliamenti e modifiche, fino a metà Ottocento. Il risultato è impressionante: una fortificazione lunga oltre tre chilometri, con un dislivello di circa 650 metri tra il punto più basso e quello più alto, e una superficie complessiva di circa 1.350.000 metri quadrati.

Tre forti e la scala coperta

Più che un unico forte, Fenestrelle è un sistema di opere collegate tra loro: tre forti principali, il Forte San Carlo, il più grande e scenografico, il Forte Tre Denti e il Forte delle Valli, più una serie di ridotte e batterie distribuite lungo il crinale.

A tenerli insieme c'è l'elemento più famoso del complesso: la scala coperta, una galleria con quasi 4.000 gradini che sale all'interno della montagna e permetteva ai soldati di spostarsi da un forte all'altro al riparo dal fuoco nemico e dalla neve. È considerata la scala coperta più lunga d'Europa. All'esterno corre invece la Scala Reale, con circa 2.500 gradini a cielo aperto e panorami continui sulla valle.

Da fortezza a prigione

Nel corso della sua storia il forte non fu solo una difesa, ma anche un luogo di detenzione. Tra i prigionieri più noti ci fu il cardinale Bartolomeo Pacca, stretto collaboratore di papa Pio VII, rinchiuso qui in epoca napoleonica dal 1809 al 1813. Dopo l'Unità d'Italia vi furono trasferiti anche numerosi soldati dell'ex esercito del Regno delle Due Sicilie, una pagina storica ancora oggi oggetto di studio e di dibattito. Dalla seconda metà del Novecento il forte fu abbandonato e cadde in un lungo degrado, fino all'inizio del recupero.

Come si visita oggi

Dal 1990 il forte è curato dall'Associazione Progetto San Carlo, formata in gran parte da volontari, che ne ha avviato il recupero e organizza le visite. Il complesso si visita con accompagnamento e su prenotazione, con diverse formule pensate per tempi e allenamento differenti:

  • una visita breve, di circa un'ora, dedicata al Forte San Carlo, adatta a chi è di passaggio o ha poco tempo;
  • un percorso di qualche ora che approfondisce la storia del forte e della valle e sale verso le opere più alte;
  • un'escursione di giornata intera lungo tutto il complesso, che percorre anche la Scala Reale: è impegnativa e richiede buon allenamento.

Durata, giorni di apertura, lingue disponibili e tariffe cambiano a seconda della stagione: consultate sempre il sito ufficiale fortedifenestrelle.it e prenotate in anticipo, soprattutto nei fine settimana estivi. In alcune serate estive il forte ospita anche spettacoli e rievocazioni che raccontano la sua storia: anche in questo caso, il programma va verificato di anno in anno.

Consiglio pratico: indossate scarpe da trekking con buona suola e portate una felpa anche d'estate: si cammina su gradini in pietra, spesso irregolari, e all'interno della galleria e nei punti più alti la temperatura è più fresca che in valle.

Organizzare la giornata da Sestriere

Da Sestriere si raggiunge Fenestrelle scendendo in auto lungo la Val Chisone: la strada passa da Pragelato e Usseaux, un percorso di circa 21 chilometri, in genere poco più di mezz'ora d'auto, piacevole da fare anche solo per i panorami. Se scegliete la visita breve, potete abbinarla nella stessa giornata a una passeggiata a Pragelato o nel Parco Naturale della Val Troncea; se invece puntate all'escursione completa, mettete in conto l'intera giornata e un rientro con le gambe stanche, ma con negli occhi uno dei monumenti più sorprendenti delle Alpi.

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