La strada statale 23 che sale al Colle del Sestriere tra prati e larici, con il Monte Chaberton sullo sfondo
Strada statale 23 del Colle del Sestriere, versante di Cesana — foto: Kleszczu at Polish Wikipedia · CC BY-SA 3.0 · Wikimedia Commons

Per gli appassionati di ciclismo il Sestriere non è solo una località sciistica: è un nome che evoca imprese, fughe solitarie e arrivi in quota entrati nella storia del Tour de France e del Giro d'Italia. Il colle, a 2.035 metri, è stato traguardo di tappa più volte nelle due corse più importanti del mondo, e ogni estate centinaia di cicloamatori salgono i suoi tornanti per mettersi alla prova sulle strade dei campioni. Ecco perché questa salita è così speciale e come affrontarla.

1952: Fausto Coppi e il primo arrivo al Sestriere

Il Tour de France del 1952 introdusse per la prima volta gli arrivi in salita, e il Sestriere fu uno dei primi. Il 6 luglio 1952 l'undicesima tappa partiva da Le Bourg-d'Oisans e, dopo 182 chilometri e le scalate di Croix de Fer, Galibier e Monginevro, terminava sul colle piemontese. Fausto Coppi, che il giorno prima aveva conquistato la maglia gialla all'Alpe d'Huez, se ne andò da solo e arrivò al traguardo con circa sette minuti di vantaggio sul secondo e oltre dieci su Gino Bartali. Fu una delle vittorie simbolo del Campionissimo, che quell'anno vinse il Tour.

1992: la fuga di Chiappucci

Quarant'anni dopo il Sestriere tornò protagonista con un'altra impresa italiana. Il 18 luglio 1992, nella tappa partita da Saint-Gervais, Claudio Chiappucci attaccò sul primo colle di giornata e rimase in fuga per circa sei ore, staccando i grandi favoriti e arrivando solo al traguardo. Il percorso ricalcava in parte quello del 1952, e molti commentatori la paragonarono subito all'impresa di Coppi. Quell'anno il Tour lo vinse Miguel Indurain, ma la cavalcata di Chiappucci è rimasta una delle pagine più amate del ciclismo italiano.

Il Tour è arrivato al Sestriere anche nel 1996, in una tappa resa celebre dal maltempo: per la neve sui colli francesi la frazione venne ridotta a soli 46 chilometri. E il colle è stato più volte attraversato dalla corsa anche negli anni successivi, per esempio nel 2024, nella tappa partita da Pinerolo.

Il Giro d'Italia e la tripla scalata del 2020

Anche il Giro d'Italia ha scelto più volte il Sestriere come arrivo di tappa, a partire dagli anni Novanta. L'edizione più recente da ricordare è quella del 2020: il 24 ottobre, a causa delle restrizioni ai confini, la penultima tappa da Alba al Sestriere venne ridisegnata e il colle fu scalato tre volte nella stessa giornata. All'arrivo Tao Geoghegan Hart vinse il duello con Jai Hindley, e i due si presentarono alla cronometro finale di Milano a pari tempo, un caso mai visto prima nella storia della corsa rosa.

Salire al Sestriere in bici: i due versanti

Il colle si può affrontare da due versanti principali, molto diversi tra loro:

  • Dalla Val Chisone (Pinerolo): è la salita lunga, quasi quaranta chilometri di ascesa con una pendenza media contenuta, intorno al 3-4%, che attraversa Perosa Argentina, Fenestrelle e Pragelato. È regolare ma faticosa per la lunghezza; il tratto più impegnativo arriva dopo Pragelato, con pendenze intorno al 7%.
  • Dall'alta Val Susa (Cesana Torinese): più breve e più ripida, circa 11 chilometri con poco meno di 700 metri di dislivello e una pendenza media intorno al 6%, tra tornanti e boschi di larici.

Molti ciclisti combinano i due versanti in un unico anello, salendo da un lato e scendendo dall'altro. Una volta in cima, il paese offre tutto il necessario per una sosta prima della discesa.

Consiglio pratico: anche in piena estate, a 2.000 metri la discesa può essere fredda. Portate sempre con voi una mantellina antivento e dei manicotti, partite al mattino per evitare i temporali pomeridiani e controllate meteo e viabilità prima di uscire.

Consigli per chi pedala in quota

La salita al Sestriere è alla portata di un cicloamatore allenato, ma va rispettata. Gestite il ritmo senza inseguire chi va più forte, soprattutto sul versante lungo della Val Chisone, dove è facile spendere troppo nella prima parte. Bevete e mangiate con regolarità, perché sopra i duemila metri si fatica di più. La statale è aperta al traffico: indossate abbigliamento ben visibile, portate le luci e prestate attenzione in discesa, dove la velocità sale in fretta.

Il periodo migliore va in genere da giugno a settembre, quando la strada è sgombra dalla neve e le giornate sono lunghe. Se capitate nella zona quando passa una corsa professionistica, vale la pena fermarsi lungo i tornanti a fare il tifo: date e percorsi delle grandi corse cambiano ogni anno e vanno verificati sui siti ufficiali del Giro d'Italia, del Tour de France e del Comune di Sestriere.

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